foto PINO PETRUZZELLI

foto PINO PETRUZZELLI




CENTENARIO DELLA GRANDE GUERRA

STORIA DI TÖNLE


di MARIO RIGONI STERN
con PINO PETRUZZELLI

luci e suono Francesco Ziello
produzione Paola Piacentini
lʼopera letteraria è pubblicata da Giulio Einaudi Editore
 

“Il 28 giugno 1914 vi furono le pistolettate di Serajevo,
ma la notizia a Tönle la portò un carbonaio più di un mese dopo il fatto.”

da Storia di Tönle di Mario Rigoni Stern

Pino Petruzzelli veste i panni del grande scrittore Mario Rigoni Stern per narrare la straordinaria e avvincente epopea di Tönle, montanaro semplice, forte, generoso e tenace: una storia che è un mito da tramandare alle future generazioni. Parola dopo parola Petruzzelli/Rigoni Stern ci accompagna in un mondo fatto di amore per la propria terra e per le proprie radici dove i pensieri di Tönle suonano alti nello splendore di una natura violata dalla Prima Guerra Mondiale, ma non sconfitta.

Tönle Bintarn allʼinizio del novecento, per sopravvivere, è costretto al contrabbando del tabacco. Sorpreso da un finanziere, riesce a scappare ma ferisce la guardia. Ricercato, è costretto alla fuga e, per continuare ad assicurare il cibo alla famiglia, si trasforma in venditore di stampe e, per valichi e sentieri, attraversa lʼimpero di Francesco Giuseppe. Ogni inverno torna a casa per qualche notte e quelle furtive ore trascorse nel letto coniugale fanno aumentare il numero dei figli. Anni dopo, la Storia con la “S” maiuscola concederà unʼamnistia e Tönle potrà fare ritorno nella sua casa al margine del bosco. Ma ancora una volta la grande Storia travolgerà tutto con lʼarrivo della Prima Guerra Mondiale. Nemmeno il ciliegio sul tetto della casa saprà resistere allo schianto delle bombe, quel ciliegio selvaggio nato da un nocciolo seminato lassù da un tordo sassello che lʼaveva espulso in volo. La favola di Tönle porterà il protagonista a ingaggiare una personale e solitaria battaglia contro la guerra in cui la posta in gioco è la sopravvivenza della civiltà contadina.


note di regia

“E’ inspiegabile come la follia di pochi riesca a incidere sulla vita e sulla quotidianità di molti. E ancora più inspiegabile è come i molti si sottomettano con fervore a questa follia.
Durante la guerra nei territori della ex Jugoslavia vidi una scena: un uomo che costruiva, mattone su mattone, una nuova casa affianco alla precedente abbattuta da un bombardamento. Quell’uomo poco aveva prima della guerra e ancora meno avrà al termine.
E’ questo l’enigma che si perpetua da sempre: perché i poveri ubbidiscono a chi comanda loro di uccidere altri poveri?
In questo insolubile stato delle cose, Tönle è l’ultimo baluardo di speranza. Il suo attaccamento alla propria terra è meraviglioso. Tönle rappresenta la vera anima di un’Italia contadina che ha resistito contro la guerra e contro la barbarie in generale. E mentre la Storia con la “S” maiuscola fa il suo corso, i pensieri di Tönle suonano alti nello splendore di una natura violata ma non sconfitta.
Tönle è l’amore per il proprio luogo di nascita, per le proprie radici. E’ come se, per una volta almeno, la grande Storia cedesse il palcoscenico alla piccola storia lasciando intravedere ciò che resta dopo la barbarie. Non volti o dichiarazioni di generali vinti o vincitori, ma la quotidianità devastata dei piccoli uomini, di quelle briciole rimaste sul tavolo dopo che tanti hanno banchettato. I morti di una guerra, visti dai tavoli della politica, sono “statistiche”, visti da vicino sono il male che l’uomo compie sull’uomo. E così la “memoria” per Mario Rigoni Stern diventa uno sguardo su un futuro migliore. Una visione utopica, direbbe qualcuno, ma se non speriamo o sogniamo nemmeno un mondo migliore, perché continuare a vivere?
La Storia di Tönle è un’opera in cui il linguaggio dell’uomo ritrova per un attimo la grazia pura di un iniziale dover narrare. La narrazione asciutta rifugge ogni eccesso recitativo per lasciare emergere la poesia e la bellezza delle parole che pronuncia.
La troppa luce artificiale impedisce di vedere le stelle.
E così non ci sono artifici a sottolineare l’epicità della favola di Tönle.
Il testo dello spettacolo è composto unicamente dalle parole dell’autore che, benché scritte per la lettura, se rispettate, restituiscono sul palco la loro straordinaria carica vitale. E attraverso il racconto di Mario Rigoni Stern capiamo meglio la vera essenza di Tönle che, ben lontano dal personaggio folcloristico del montanaro, incarna l’infelicità per la sorte dell’uomo e al tempo stesso la fiducia di poter modificare, se non quella di tutti, almeno la propria Storia.“

Pino Petruzzelli

rassegna stampa

“Ieri, in serata, lʼanteprima assoluta della “Storia di Tönle”, nuova e intensa produzione del bravissimo Pino Petruzzelli, che ha conquistato il pubblico raccolto nella piccola chiesa di Santa Maria dei Battuti, con una prova di affabulazione giocata sulle parole anti-retoriche e anti-eroiche dellʼautore dellʼomonimo racconto, Mario Rigoni Stern, per ribadire il “no alla guerra”.

Alberto Rochira “Il Piccolo”

“La voce calda e profonda che arriva dal palco allestito nella chiesa di Santa Maria dei Battuti è quella di Pino Petruzzelli - scrittore, interprete e regista -, ma la finzione scenica non la attribuisce al piccolo-grande, comunissimo e umanissimo eroe del romanzo di Mario Rigoni Stern bensì allo stesso autore, alter ego, in qualche modo, di quellʼinconsapevole - ma straordinario - paladino della libertà, della pace e del sentire montano che il lettore incontra, appunto, nella figura di Tönle. È Petruzzelli-Rigoni Stern, dunque, a delineare per la platea degli spettatori il pensiero e lʼanima della sua creatura. Il compito di far immaginare ambientazioni e momenti, scene toccanti, sensazioni e atmosfere è affidato interamente alla capacità gestuale, mimica e dʼimpostazione di tono di Pino Petruzzelli, che scandisce le fasi del racconto con unʼarmoniosa, abile alternanza di timbri vocali.
Un inno al valore delle radici di ciascuno, insomma, e un grido contro la follia di ogni guerra: questo è Storia di Tönle , e cʼè una frase che condensa in sé con una forza straordinaria il sentire del suo protagonista. «Spararsi, ammazzarsi fra poveri - recita Petruzzelli -: ma perché?».

Lucia Aviani “Messaggero Veneto”

Ottanta minuti di sincerità alpina, raccontata dallʼintelligenza di Petruzzelli evocando, senza sbavature, panorami montani, eventi guerreschi, sentimenti umani davanti a un pubblico rapito. Lʼafa irrespirabile della chiesa sconsacrata di Santa Maria dei Battuti, dove sabato sera è stato presentato lo spettacolo, si è trasformata, sotto il maglio gentile delle parole di Petruzzelli/Rigoni Stern in una brezza montana, odorosa di sentimenti della gente dellʼAltipiano di Asiago. Il genovese Petruzzelli rispetta tutto di Tonle: lʼincedere elegante ma sicuro del passo narrativo, la gioiosa capacità di raccontare con la delicata riservatezza delle genti alpine. E così che conquista allʼascolto, accompagnando lo spettatore dentro un mondo che non è incanto, ma è vita vissuta.”

Alessandro Montello “Il Gazzettino”

“Molti meritati applausi a Pino Petruzzelli ne “La Storia di Tönle”, adattamento teatrale dellʼomonimo racconto di Mario Rigoni Stern. Emozionante la performance di Pino Petruzzelli, che da splendide pagine dʼautore ha saputo trarre un monologo intenso per dire ancora una volta “no” alla guerra, attraverso lʼesperienza emblematica del “rifiuto” di un semplice e ruvido montanaro.”

Alberto Rochira “Il Piccolo”

“La ricerca sul senso della propria esistenza appartiene a Tonle Bintarn, protagonista del racconto Storia di Tonle di Mario Rigoni Stern che Pino Petruzzelli ci dice con il suo stile asciutto e profondo, la sua gestualità scarna. Anche questo umile pastore costretto a diventare contrabbandiere per mantenere la famiglia, stritolato dalla Grande Guerra del ʼ15-ʼ18 che cambia le piccole storie della gente comune, vive con tutto se stesso il senso di unʼappartenenza, la forza degli interrogativi che riguardano la vita degli uomini nella rustica semplicità di cuore e di sentimenti che Petruzzelli ci trasmette con lucida poesia.”

Maria Grazia Gregori “L’Unità”

“Che ha fatto, dunque, Petruzzelli? Ha affidato la narrazione alla parola, com'è naturale che sia, ma l'evocazione al suono, alla musicalità dei versi, giocando su ritmi e tonalità ed enfatizzando a viva voce i passaggi di scena di una storia che, pagina dopo pagina, copre un arco temporale di oltre ottant'anni.
Avrà pure il volto che, stagione dopo stagione, ricosrda sempre più quello di Mario Rigoni Stern, l'attore e autore conserva la lezione degli aedi e del teatro classico. E dall'Omero dell'Altopiano, all' Omero tout court il passo non è troppo lungo.
Venerdì sera, però, c'è stato anche di più: letta dalle pagine di un libro la Storia di Tönle può essere, appunto, solo una bella storia. Ascoltata nelle sfumature di una voce narrante e, vista rendersi concreta su un palco, rivela quasi in trasparenza numerosi aspetti della poetica di Mario Rigoni Stern. Ecco, allora, l'amore per la natura, secondo una peculiare “indipendenza di montagna" venata di anarchia della quale un personaggio come Tönle Bintarn poteva forse non essere consapevole, ma di cui lo scrittore che lo ha creato è stato l'alfiere.
In tutto ciò il pubblico, numeroso e attento (presenti anche i familiari dellʼautore) ha seguito in silenzio, sciogliendo l'applauso solo alla fine. Il Tönle Bintarn di Pino Petruzzelli, colto negli anni della vecchiaia, ha emozionato e commosso, firmando una serata che a Enego ricorderanno.”

Lorenzo Parolin “Il Giornale di Vicenza”